Filler a base di acido ialuronico: ecco perché non sono tutti uguali

Se fino ad oggi pensavi che “Di filler c’è n’è uno”, sono qui per spiegarti che non è proprio così.

Di filler ne esistono numerose tipologie, che differiscono l’una dall’altra per diversi fattori.

È il medico estetico che si preoccupa di scegliere quello più adatto in base alla zona da trattare, ma di questo ne parleremo meglio fra qualche minuto.

Prima vorrei partire dalle basi, e spiegarti che cos’è il filler e da cosa è composto.

Che cos’è il filler?

Dal punto di vista chimico l’acido ialuronico è un polimero lineare appartenente alla classe dei glicosaminoglicani.

È un parolone un po’ difficile, lo so, ma ti basti sapere che in pratica è uno dei componenti fondamentali dei tessuti animali: a livello della cute, ed in particolar modo nel derma, è presente sia in forma libera, sia unito alle proteine.

Conferisce alla cute idratazione grazie alle sue capacità di trattenere l’acquatonicità grazie alle sue proprietà di aggregante della matrice extracellulare (la sostanza “compattante” il derma).
Una sua carenza determina un indebolimento dell’impalcatura della cute con conseguente riduzione di tono, idratazione e resistenza: tutto ciò determina la formazione delle rughe.

In che forma si presenta in natura?

L’acido ialuronico libero non ha proprietà biomeccaniche, ciò significa che è liquido, non è un gel solido come siamo abituati a vederlo nella siringa.

Perché quindi viene reso gelatinoso? Se venisse iniettato in forma liquida sotto una ruga per risollevarla, non si avrebbe nessun risultato; inoltre, essendo liquido sarebbe assorbito dal tessuto nel giro di poche ore.

Per questo motivo, l’acido ialuronico deve essere trasformato in gel: un gel in grado di reggere il peso di un tessuto e sollevarlo, nel caso ad esempio  di una ruga cutanea.
Il gel di ialuronico dei filler (quelli che vengono commercializzati e utilizzati come dispositivi medici) è creato attraverso processi per acquisire proprietà biomeccaniche (viscosità ed elasticità) e per integrarsi nel tessuto (quello che viene definito durata).

Durante il processo di lavorazione si utilizza una sostanza chimica legante, anche detta cross-linkante per creare dei legami tra i filamenti di acido ialuronico. I filamenti legati tra loro diventano stabili, come una rete compatta, e il tutto diventa un gel solido.

Ricapitolando

  • Acido ialuronico libero: nessuna proprietà visco-elastica, liquido al tatto, durata di poche ore. È utilizzato come iniettivo nella cosiddetta biostimolazione: essendo liquido dà solo uno stimolo al tessuto dove viene iniettato e viene assorbito rapidamente.
  • Acido ialuronico reticolato o cross-linked: proprietà visco-elastiche, vari gradi di durezza o morbidezza, gelatinoso al tatto, durata variabile quantificata in mesi. È utilizzato invece per integrarsi con i tessuti, dare loro una forma e durare nel tempo.

Cosa cambia da un filler ad un altro?

Il numero delle molecole cross-linkanti e il tipo di legame che formano renderà il gel, cioè il nostro filler, morbido, denso o duro: più forti e numericamente alti saranno i legami, maggiore sarà la rigidità e la durezza di un filler, al contrario, legami deboli e numericamente inferiori andranno a rendere il filler più morbido.

Ma c’è anche un altro fattore importante che differenzia i diversi tipi di filler, ovvero la concentrazione di acido ialuronico utilizzata (espressa in mg/ml).

Le varie aziende che producono varianti di filler cambiando questi parametri fondamentali sono in grado di realizzare filler con proprietà molto diverse tra loro in termini di morbidezza/durezza, durata maggiore/minore, integrazione nel tessuto ottimale o meno.

Ecco due parametri importanti per quantificare le proprietà visco elastiche:

Il modulo elastico – G’ (g prime): indica la capacità del filler di ritornare alla propria forma originaria quando sottoposto a forze dinamiche. In sostanza, più alto è il modulo elasticopiù duro e compattosarà il gel.

La viscosità – G” (g secondo): la forza che lega insieme le particelle dell’acido ialuronico e indica la resistenza del filler alle forze dinamiche. In questo parametro potremmo anche definirlo come la coesività del gel, tuttavia a causa della mancanza di una tecnica di misurazione standardizzata, le opinioni scientifiche sono in conflitto.

Ecco perché affidarti ad un medico estetico professionista…

Alla luce di quanto detto finora è chiaro che le informazioni sul tipo di filler da utilizzare, in particolar modo la concentrazione e il tipo di cross-linkaggio, sono fondamentali nella scelta del tipo di filler da utilizzare e sulla sua collocazione nel viso.

Il medico estetico deve essere a conoscenza di queste informazioni, perché è da loro che dipende la scelta giusta del filler.

Ad esempio, se si deve trattare una zona delicata e con cute sottile si dovrà utilizzare un gel morbido (quindi con un grado e percentuale di cross-linkaggio bassi). Utilizzare un filler duro (e quindi con un grado e percentuale di cross-linkaggio alti) significherebbe creare dei noduli visibili.

La conoscenza quindi del tipo di filler è fondamentale.

Ecco perché spiego ai miei pazienti che non sempre si possono trattare con un’unica fiala vari distretti del volto.

Il filler da utilizzare va scelto in base all’area da trattare, alla tecnica iniettiva che si utilizza e all’obiettivo che si vuole ottenere.

Solo così si avranno risultati ottimali e naturali.

…E se invece fosse necessaria un’iniezione di Botox? Qui parlo delle differenze tra Filler e Botox, altro argomento davvero interessante!

Se ti interessano argomenti inerenti alla medicina estetica ne parlo in modo approfondito anche sul mio profilo Instagram @dr.giuliafioravanti o sulla mia pagina Facebook.

Ti aspetto!
Dott.ssa Giulia Fioravanti

5 falsi miti sulla vista che devi conoscere

Leggende metropolitane, rimedi della nonna, consigli trovati per caso sul web, spesso sugli occhi e sulla vista se ne sentono davvero di tutti i colori, quindi se stai leggendo questo articolo, sappi che potresti rimanere sorpreso dai falsi miti di cui ti parlerò fra poco.

Sono la Dottoressa Giulia Fioravanti, medico chirurgo oculista presso il Centro Oculistico Chirurgico Fioravanti, e negli anni, parlando con i miei pazienti o con amici, ho raccolto alcune false credenze sulla vista davvero curiose.

Qui ne riporterò 5, ma sul mio profilo Instagram @dr.giuliafioravanti trovi la rubrica “Vero o Falso?, dove di volta in volta puoi scoprire nuovi falsi miti su occhi e vista, perciò se ti va, ti invito a seguirmi.

Ma torniamo a noi e ai nostri 5 falsi miti, sei pront*?

1. Portare sempre gli occhiali indebolisce la vista

Se ti hanno mai detto una cosa simile, sappi che non è assolutamente vera!
Portare occhiali da vista non indebolisce l’occhio, ma anzi, fa sì che la vista non peggiori.
È vero che alcuni difetti di refrazione peggiorano con il tempo, ma questo non dipende in alcun modo dall’utilizzo degli occhiali.
Ricorda che portare la giusta gradazione di lenti per la corretta vista da lontano e/o da vicino fa sì che ci si veda meglio e che ci si stanchi meno.

2. Utilizzare un collirio lubrificante cura l’occhio secco

La secchezza oculare è una patologia cronica in cui non vengono prodotte abbastanza lacrime e il film lacrimale è deficitario.
Usare le cosiddette lacrime artificiali dà sicuramente sollievo per un po’, ma non va considerata come una cura, perché non risolve il problema alla base.
Piuttosto rivolgiti ad medico oculista che sappia valutare il tuo caso e prescriverti la terapia più adatta a te.

3. La visita oculistica non serve a meno che non si abbiano problemi agli occhi

La verità? Non esiste affermazione più falsa di questa.
Ci sono molti nemici silenziosi per gli occhi come il glaucoma, la maculopatia, il diabete (solo per nominarne alcuni) che solo una visita oculistica completa può diagnosticare.
Ecco perché è consigliabile sottoporsi ad una visita con regolarità.

4. Usare molto il computer e gli schermi danneggia gli occhi

Utilizzare Pc, tablet e cellulare a lungo, così come la televisione, può causare affaticamento e secchezza oculare ma non danneggia gli occhi.
Se usi spesso smartphone o altri dispositivi è importante invece fare delle pause ogni 20 minuti e guardare un punto lontano da noi: cambiando la visuale e la distanza, l’occhio sarà meno stanco e affaticato.
Un ultimo consiglio può essere quello di usare delle lacrime artificiali per lubrificare gli occhi, dato che quando fissiamo uno schermo tendiamo ad ammiccare solo dalle 5 alle 7 volte al minuto.

5. Se si incrociano gli occhi si può rimanere strabici

Assolutamente falso!
I muscoli extraoculari permettono ai nostri occhi di muoversi in tutte le direzioni e incrociare gli occhi non comporterà nessun problema di strabismo.
Lo strabismo è una patologia che ha altre cause come ad esempio possono essere problematiche muscolari o neurologiche.

Se sei arrivato fino a qui significa che l’argomento è stato d’interesse, perciò ti aspetto su questo blog al prossimo articolo.

A presto!
Dr. Giulia Fioravanti

I 5 usi alternativi del Botox che forse non conoscevi

Quando pensiamo alla tossina botulinica  spesso la colleghiamo soltanto alla correzione delle rughe dinamiche, in particolare quelle del terzo superiore del viso: fronte, glabella, zona perioculare.
Come sappiamo bene in questi casi è uno dei trattamenti estetici più efficaci: è in grado di attenuare la ruga, in alcuni casi di rimuoverla, e di prevenire la formazione di nuove.

In realtà il Botox si presta anche ad una serie di trattamenti che forse non conoscevi e che si rivelano altrettanto efficaci. Vediamo insieme quali sono.

1. Lifting del naso per alzarne la punta

Questo trattamento è adatto ai pazienti che hanno la punta del naso che tende verso il basso in statica o anche in dinamica (ovvero quando si parla o si sorride).
Si effettua anche per correggere gli effetti dell’invecchiamento del naso: infatti con il passare del tempo la punta del naso spesso tende a ruotare verso il basso creando un’espressione meno giovanile del viso.

2. Correzione delle “Bunny lines”

Si tratta delle pieghe mimiche nasali, quelle rughe verticali che si formano nella parte superiore del naso quando si sorride o si ride.
Questo trattamento minimizza le pieghe dinamiche laterali della piramide nasale, conferendo un minor effetto “stropicciato” del naso.

3. Bruxismo, addolcimento dei lineamenti e dell’angolo mandibolare

Il digrignamento dei denti (bruxismo) avviene attraverso all’azione di un muscolo denominato massetere.
In chi soffre di bruxismo il massetere aumenta di dimensione e si tende ad avere una mascella più larga e squadrata.
Ecco che si utilizza la tossina botulinica iniettandola nel massetere non solo per migliorare il bruxismo ma anche per ingentilire i lineamenti e l’angolo mandibolare e rendere l’ovale del viso più morbido e femminile.

4. Correzione del sorriso gengivale, cosiddetto “Gummy smile”

I pazienti che ne soffrono espongono la gengiva superiore durante il sorriso.
Questo disturbo può essere molto fastidioso e produrre un difetto estetico notevole, il trattamento con la tossina botulinica consente di correggerlo e di restituire al sorriso un aspetto più naturale.

5. Addio alle rughe del collo

La tossina botulinica viene impiegata nel collo per migliorarne l’aspetto e renderlo più giovane.
Infatti agisce sul muscolo platisma la cui azione incide sulle rughe orizzontali del collo e anche sulle due bande verticali che si vedono fra mento e clavicola, le cosiddette “collane di Venere”.

Ricordiamo sempre che tutti questi trattamenti di medicina estetica richiedono una conoscenza avanzata dell’anatomia umana, pertanto vanno eseguiti solamente da un medico estetico esperto.

Intervento di cataratta: ecco le innovative lenti intraoculari trifocali

Quando viene diagnosticata la cataratta (opacizzazione del cristallino) è consigliabile non aspettare che la vista peggiori senza fare nulla.

L’intervento di cataratta è una delle più comuni chirurgie oculari al mondo e ha trasformato la vita di tantissimi pazienti.

Durante l’intervento di cataratta il cristallino ormai appannato (la lente naturale che abbiamo nell’occhio) viene sostituito con una lente artificiale chiamata lente intraoculare o IOL.

La scelta della lente intracoulare: lente trifocale PanOptix®

Esistono molte lenti intraoculari sul mercato e una delle più innovative si chiama lente trifocale PanOptix, che è presente sia nella versione standard sia in quella torica, per correggere anche l’astigmatismo.

Perché questo tipo di lente intraoculare fa la differenza?

Perché garantisce ai pazienti una visione migliore e più nitida.

Inoltre, mentre le lenti multifocali standard presentano soltanto una messa a fuoco da lontano e una da vicino, la lente trifocale PanOptix® presenta una messa a fuoco anche per la media distanza: ecco perché si chiama trifocale.

I vantaggi della lente trifocale PanOptix®

Ecco i vantaggi di questo tipo di lente intraoculare:

  1. permette di vedere senza sforzo, senza occhiali, mettendo fuoco perfettamente.
  2. permette di vedere in alta definizione con colori più brillanti e vividi
  3. vari studi clinici dimostrano che il 99% dei pazienti a cui è stata impiantata questa lente, la sceglierebbero ancora

Se desideri maggiori informazioni sulla lente intraoculare PanOptix® o sull’intervento di chirurgia della cataratta puoi contattare il Centro Oculistico Chirugico Fioravanti via mail: info@fioravantioculista.it o chiama lo 051-392798.

Chirurgia refrattiva: ecco come correggere miopia, ipermetropia e astigmatismo

Se c’è un difetto di refrazione come miopia, ipermetropia e astigmatismo, la chirurgia refrattiva è il metodo per correggerlo e per migliorare la vista.

Ma nello specifico, cosa succede quando c’è un difetto di refrazione?

Quando c’è un difetto refrattivo, alcuni fattori come la forma della cornea o il cristallino impediscono alla luce di rifrangersi correttamente. Ecco quindi che se i raggi luminosi non vengono messi a fuoco sulla retina come dovrebbero, la visione risulta sfuocata.

Cos’è la FemtoLASIK?

Ad oggi la chirurgia refrattiva utilizza tecnologie innovative e ad effetto immediato per andare a correggere queste patologie e nello specifico io utilizzo la tecnologia FemtoLASIK.

La FemtoLASIK è un tipo di chirurgia refrattiva che usa due diversi laser per cambiare la forma della cornea: prima viene creato il lembo corneale con il laser femtosecondi poi, sollevato il lembo, si esegue la correzione del difetto visivo con il laser eccimeri.

Questo serve per correggere miopia, ipermetropia e astigmatismo.

L’obiettivo è quello di migliorare la vista e nella maggioranza dei casi di togliere gli occhiali completamente. 

Quali sono le condizioni per poter fare la FemtoLASIK?

Ai fini della buona riuscita della correzione devono verificarsi alcune importanti condizioni nel paziente in questione:

  • Il difetto di rifrazionedeve essere stabile da un po’ (dai 21 anni circa in poi)
  • La corneadel paziente deve essere di spessore sufficiente

Ci sono casi invece in cui non è possibile eseguire la correzione, ovvero:

  1. Quando il difetto di rifrazione è instabile
  2. Quando è presente una sindrome dell’occhio secco severa
  3. Quando la cornea è troppo sottile
  4. Quando il paziente presenta il cheratocono
  5. Durante la gravidanza e l’allattamento

Per determinare se il paziente è idoneo alla FemtoLASIK si devono fare esami preliminari che includono:

  • Visita oculistica completain cui si valuta la salute generale degli occhi
  • Misurazionedel difetto di refrazione
  • Valutazionedello spessore e della superficie anteriore e posteriore della cornea mediante topografia corneale
  • Misurazione delle dimensioni della pupilla

I vantaggi della FemtoLASIK rispetto ad altre tecniche sono l’assenza di dolore ed il recupero immediato della vista, quindi è un trattamento compatibile con la vita sociale e lavorativa del paziente al 100%.

Altre tipologie di correzione: la PRK

In alcuni pazienti con cornea molto sottile, può essere indicata, al posto della FemtoLASIK, la PRK .

Nella PRK prima viene rimosso l’epitelio corneale, che è lo strato più superficiale della cornea, poi viene usato il laser eccimeri per correggere il difetto visivo.

È una tecnica che ha tempi di recupero più lunghi ed è dolorosa nella fase post operatoria, ma dà buoni risultati refrattivi.

Vuoi saperne di più sulla chirurgia refrattiva?

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Nuovo microscopio endoteliale Topcon SP-1P

E’ da oggi disponibile presso il nostro centro chirurgico oculistico il nuovo microscopio endoteliale Topcon SP-1P.

E’ uno strumento moderno dal design ergonomico e con delle funzioni innovative che permettono di semplificare l’utilizzo dello strumento incrementando così l’efficienza.

Lo strumento può essere utilizzato da varie posizioni per una migliore interazione con il paziente.

E’ uno strumento di nuova generazione che in modo rapido permette l’acquisizione in automatico dell’immagine delle cellule endoteliali corneali in modo estremamente preciso.

Esso permette così un’indagine estremamente accurata delle caratteristiche delle cellule endoteliali corneali prima dell’intervento di cataratta e un’analisi precisa delle degenerazioni corneali.

Botox VS Filler: come distinguerli e quale scegliere?

Il botox e i fillers a base di acido ialuronico sono trattamenti di medicina estetica che vengono somministrati tramite iniezioni da parte di un medico chirurgo e sono minimamente invasivi, nel senso che non comportano un intervento chirurgico.

Vengono eseguiti per migliorare le rughe e l’aspetto del viso e hanno una durata di qualche mese, ma è qui che finiscono le loro somiglianze.

Spesso infatti i due trattamenti vengono confusi: cercheremo ora di capire in cosa differiscono l’uno dall’altro.

Cos’è il botox?

Il botox (o tossina botulinica) è una proteina batterica purificata che blocca temporaneamente la contrazione muscolare.

In che modo? Bloccando la trasmissione nervosa nei muscoli in cui viene iniettata.

Senza il movimento di alcuni muscoli selezionati del viso le rughe vengono attenuate, ridotte o addirittura rimosse e se ne previene la formazione di nuove.

Per correggere le rughe vengono usate piccole quantità di botox ed è un prodotto molto sicuro, utilizzato ormai da decenni, purché venga iniettato da un medico esperto in questo settore.

 Cosa sono i filler a base di acido ialuronico?

I fillers a base di acido ialuronico sono riempitivi sicuri e naturali.

L’acido ialuronico infatti è una sostanza già presente nel corpo umano che ha la capacità di richiamare acqua e ciò rende la pelle più idratata.

Con l’avanzare dell’età c’è una perdita di volume che porta a un aspetto cadente del viso, alla formazione di linee sottili, rughe, pieghe e assottigliamento delle labbra.

L’acido ialuronico iniettabile viene utilizzato per ridurle e per dare struttura e volume al viso e pienezza alle labbra.

I suoi effetti sono visibili immediatamente.

Che cosa può correggere il botox?

Il botox funziona sulle rughe causate dal movimento muscolare, cioè dinamiche e spesso chiamate anche rughe d’espressione.

Quelle più comuni che il botox è in grado di trattare sono le rughe della parte superiore del viso: tra le sopracciglia, le linee orizzontali sulla fronte e le zampe di gallina intorno agli occhi.

Queste sono causate dal corrugare, dal sollevare la fronte e dal sorridere. 

Non funziona invece sulle rughe statiche cioè causate da rilassamento cutaneo e perdita di volumi del viso, ad esempio nelle aree delle guance.

Cosa possono correggere i filler a base di acido ialuronico?

Possono rimpolpare le labbra assottigliate, riempire aree svuotate del viso, migliorare la zona perioculare, o ad esempio alcune cicatrici; infine vanno a riempire e a migliorare le rughe statiche, come quelle nasolabiali e della parte inferiore viso.

Le rughe statiche sono generalmente il risultato di una perdita di collagene ed elasticità della pelle e includono anche quelle intorno alla bocca e nelle guance.  

Quanto dura l’effetto del botox?

Il botox non è un trattamento permanente ma va ripetuto nel tempo e dura all’incirca 3-4 mesi.

Solo l’1% dei casi dopo ripetuti trattamenti con la tossina botulinica sviluppa anticorpi contro di essa che quindi non ha più effetto.

Quanto dura l’effetto dei fillers?

Varia in base al tipo di filler usato, ma nel caso dell’acido ialuronico si parla di mesi in quanto è completamente riassorbibile.

Quali sono i rischi principali del botox?

I rischi principali sono dovuti a una scorretta iniezione e comportano ad esempio la caduta del sopracciglio o della palpebra se si inietta troppo vicino all’occhio, o ancora la paralisi di un muscolo vicino a quello dove si effettua l’iniezione.

Fortunatamente sono effetti collaterali transitori, infatti durano qualche mese; ma è meglio evitarli: ecco perché è importante che il botox venga somministrato da un medico esperto in questo settore.

Quali sono i rischi principali dei fillers?

I fillers sono considerati sicuri se iniettati correttamente ma possono comunque verificarsi degli effetti collaterali come rossore, gonfiore, asimmetria, ipercorrezione e nei casi gravi e per fortuna rari necrosi e cecità.

Ricorda infine che entrambi i trattamenti non si eseguono in caso di gravidanza e/o allattamento.

Hai altri dubbi o domande su questo argomento? Scrivimi sui social e sarò felice di risponderti.

Dottoressa Giulia Fioravanti

Blefaroplastica superiore: in cosa consiste e per chi è indicata?

Spesso mi trovo a ricevere in studio pazienti che lamentano una quantità di cute delle palpebre superiori in eccesso, da lieve a moderata, e che quando si guardano allo specchio notano subito un aspetto stanco, triste e invecchiato.

Nei casi più estremi questo eccesso di cute può ostacolare parti della visione periferica, specialmente nella parte superiore e laterale.

Per fortuna la soluzione a questo problema esiste: è un intervento chirurgico che si chiama blefaroplastica.

In cosa consiste la blefaroplastica?
La blefaroplastica è uno degli interventi di chirurgia plastica più richiesti.

Si può eseguire sulle palpebre superiori e inferiori per rimuovere la cute in eccesso e il grasso intorno agli occhi.

Nella maggioranza dei casi viene eseguita a fini estetici, per dare uno sguardo più giovane e riposato, garantendo un risultato molto naturale.

Quello che molti non sanno è che esiste anche una blefaroplastica funzionale, indicata in situazioni che compromettono in parte la vista.

Blefaroplastica funzionale: quando è consigliata?
La blefaroplastica funzionale viene eseguita quando la cute delle palpebre superiori è così in eccesso da appoggiarsi sulle ciglia, creando un peso sulle palpebre e alterando il campo visivo.

I pazienti che hanno questa problematica notano un miglioramento della visione quando sollevano la cute delle palpebre con la punta delle dita: infatti il campo visivo migliora e la vista diventa più nitida.

Informazione utile: a differenza della blefaroplastica cosmetica, quella funzionale in genere è rimborsata da molte assicurazioni.

Se volessi effettuare questo intervento a chi mi devo rivolgere?
Poiché questo intervento può influire sulla funzione e sulla lubrificazione dell’occhio, è importante consultare un chirurgo oculista, che è qualificato specificatamente per il trattamento dell’occhio e delle palpebre e può spiegarti in che cosa consiste l’intervento, se c’è l’indicazione a farlo, quali sono i benefici e risolvere i tuoi dubbi.

Al momento dell’intervento, dopo aver determinato la quantità di cute e grasso da rimuovere, la linea di incisione viene marcata lungo il solco palpebrale, la pelle in eccesso e il grasso vengono rimossi e le incisioni vengono suturate.

Se ti stai chiedendo “Ma si vedrà la cicatrice?”, la risposta è no, non ti preoccupare, la cicatrice rimarrà invisibile.

La procedura viene eseguita in anestesia locale e l’intervento non richiede tempi lunghi di esecuzione.

Se anche tu hai riscontrato un problema simile e vorresti eseguire una blefaroplastica, ricorda che è fondamentale rivolgersi ad un chirurgo oculista specializzato in blefaroplastiche, perché se non viene eseguito correttamente questo intervento può avere complicanze anche gravi.

Proteggi i tuoi occhi dal sole: 5 consigli per scegliere gli occhiali giusti

La prossima volta che esci per goderti il sole estivo, non dimenticare di portare un paio di occhiali da sole.

Molte persone sanno che i dannosi raggi ultravioletti del sole fanno male alla pelle, ma sapevi  che troppo sole sugli occhi non protetti aumenta il rischio di malattie oculari?

Ricorda che gli occhiali da sole più che una moda, sono una scelta intelligente per la tua salute!

Nel tempo l’esposizione al sole senza un’adeguata protezione può aumentare il rischio di malattie agli occhi: può causare cataratta, tumori della cute palpebrale e della superficie oculare e aumentare il rischio di degenerazione della macula che è la zona centrale della retina.

Anche una breve esposizione al sole senza un’adeguata protezione può danneggiare gli occhi. Il riflesso del sole sull’ acqua può causare una scottatura dolorosa della parte anteriore dell’occhio chiamata fotocheratite che comporta arrossamento, visione sfuocata, sensibilità alla luce intensa e in alcuni casi persino perdita temporanea della vista.

La buona notizia è che la prevenzione è semplice: è sufficiente indossare gli occhiali da sole che bloccano dal 99 al 100 % delle radiazioni UVA e UVB.

Al momento dell’acquisto di occhiali da sole gli oftalmologi – medici specializzati nella cura medica e chirurgica degli occhi – consigliano di scegliere la sostanza rispetto alla moda ed ecco alcuni consigli che vorrei dare al riguardo:

  1. Guarda le etichette. La cosa più importante da cercare quando si acquistano gli occhiali da sole è un adesivo o un’etichetta che certifichi la protezione dal 99 al 100% delle radiazioni UVA e UVB.
  1. Acquista occhiali di grandi dimensioni. Maggiore è la copertura degli occhiali da sole, minore è il danno oculare, inoltre più grandi sono meglio proteggono la cute attorno agli occhi. Prendi in considerazione l’acquisto di occhiali oversize o di occhiali avvolgenti che aiutano a ridurre I raggi UV che penetrano nell’occhio lateralmente.
  1. Non lasciarti ingannare dal colore. Sebbene le lenti molto scure possano sembrare più efficaci, non necessariamente bloccano I raggi UV in modo migliore rispetto ad una lente dalle nuances chiare.
  1. Non per forza devi spendere troppo. Gli occhiali da sole non devono costare molto per fornire un’adeguata protezione agli occhi. Quelli meno costosi contrassegnati come 100% di blocco UV possono essere efficaci quanto quelli che costano di più. Fai attenzione, non sempre i fashion brands più conosciuti assicurano un’adeguata protezione.
  1. Fai attenzione al contorno occhi. La cute delle palpebre è la più sottile e delicata del viso, gli occhiali da sole la proteggono dall’aumento di incidenza di tumori e anche dalle rughe. Non dimenticare di usare una crema contorno occhi con protezione solare preferibilmente alta.

Se dubiti che i tuoi occhiali da sole abbiano la protezione UV corretta o se sono semplicemente vecchi e vuoi verificarne il filtro protettivo, portali in qualsiasi negozio di ottica che abbia un misuratore UV per poterli controllare.

Ricorda infine che è corretto proteggere i tuoi occhi tutto l’anno, non solo durante l’estate.

I raggi UV dannosi sono presenti anche nei giorni nuvolosi.

Anche se usi le lenti a contatto con la protezione UV è consigliato indossare comunque gli occhiali da sole e non dimenticare che anche i bambini devono essere protetti.